Federica Turriceni vive la Franciacorta fino a 23 anni. Originaria non di Cazzago San Martino ma di Calino, come ci tiene a precisare, ancora bambina si trasferisce con la famiglia a Torbiato di Adro. E dopo aver trascorso gli ultimi tre anni a Brescia, convinta dal suo compagno, decide che è giunto il momento di provare un’esperienza diversa.

Lascia così la famiglia, dove i genitori sono stati colti di sorpresa da questa decisione, e il lavoro come organizzatrice di viaggi per clienti under 30 in un Tour Operator per atterrare in Australia dove, proprio in questi giorni, ha festeggiato il 5 anniversario del suo arrivo.

Oggi è mamma, lavora ancora nel turismo, e per quanto riguarda il futuro… è in attesa di un’idea geniale.

Sappiamo che hai lasciato il tuo paese per Sydney; quale sono le tue origini franciacortine?

Sono originaria di Calino (Cazzago S. Martino). Da bambina mi sono spostata con la mia famiglia a Torbiato (Adro) dove ho vissuto fino a 23 anni, quando mi sono trasferita a Brescia.

Quando hai deciso di partire, e cosa ti ha spinto a prendere questa decisione?

Ho deciso di partire nel 2015. Inizialmente non ero convinta, ma il mio compagno è riuscito a convincermi che sarebbe stata la scelta giusta per un’esperienza diversa e per metterci in discussione. Esattamente 5 anni fa, il 23 aprile 2016 siamo partiti. Avevo 26 anni.

Com’è riuscito il tuo compagno a convincerti a lasciare tutto e partire?

Facendomi capire che guardare il mondo da una prospettiva diversa ci avrebbe solo arricchiti culturalmente. Che sarebbe stata un’esperienza senza vincoli di durata.

E come hanno preso questa notizia parenti ed amici?

I miei genitori abbastanza male all’inizio, credo non se l’aspettassero. Poi con il tempo l’hanno digerita e sono anche venuti a trovarmi. I miei amici erano contenti… ovviamente un filo di malinconia per il fatto che non ci si sarebbe visti così spesso c’è stata, ma il sentimento che è prevalso è stata la felicità.

In 5 anni di Australia, ci sono stati dei momenti in cui hai pensato di mollare tutto e tornare nella tua Franciacorta? Come sei riuscita a superarli?

Quando dicono che una volta che vivi all’estero non torneresti più indietro è vero. Tornare in Franciacorta no, non è la dimensione che fa per me. Ho forti legami e non rinnegherò mai le mie origini, ma non riuscirei più a viverci, almeno per il momento. Ho sentito la mancanza di casa molte volte, ma l’ho superata pensando che il ricordo che ho della mia vita pre-partenza è proprio un ricordo e tornando non ritroverei mai quello che ho lasciato come l’ho lasciato.

Sicuramente in questo periodo lontano da casa avrai provato tante emozioni! Qual è stato il tuo ricordo più significativo da quando sei in Australia?

Sicuramente la nascita di mio figlio, lo scorso Ottobre.

Come funziona il congedo di maternità in Australia?

Il governo riconosce il pagamento di una cifra fissa, non percentuale dello stipendio, per 18 settimane. Per avere il diritto di ricevere questo congedo, ci sono alcuni criteri lavorativi e di permanenza che vanno soddisfatti. Inoltre, il datore di lavoro ha l’obbligo di mantenere il posto di lavoro a chi è in congedo maternità per un anno.

Sei riuscita ad ambientarti velocemente in questa nuova realtà?

Non così velocemente. I primi mesi sono stati difficili. Non riuscivo a trovare lavoro nel mio settore a causa del visto. Dopo quasi 5 mesi in Australia ho trovato lavoro nel turismo e da quel momento tutto è cambiato.

Di cosa ti occupavi in Italia prima di partire?

Ho sempre lavorato nel turismo, l’ultima esperienza prima di partire è stata in un tour operator che organizza viaggi per clienti under 30.

Qual è invece, oggi, il tuo ruolo nel turismo australiano?

Lavoro nel turismo internazionale e domestico. Mi occupo quindi dell’organizzazione di viaggi in Australia e nel Pacifico per clienti Europei e Australiani.

Quali sono stati i maggiori problemi che hai avuto a causa del visto?

La difficoltà a trovare lavoro nel mio settore. Dopo aver applicato per il partner visa (il mio compagno è cittadino Australiano) la strada è stata decisamente in discesa.

Quali progetti avevi quando sei partita, e quali sono i tuoi progetti futuri?

Quando sono partita non avevo particolari aspettative, volevo solo godermi questa nuova esperienza e capire dove mi avrebbe portata. I miei progetti futuri sono ancora indefiniti, ma il mio sogno sarebbe quello di avere un lavoro che mi permetta di vivere dove voglio, senza legami fisici. Sto aspettando che mi venga un’idea geniale .

Come è la vita di un franciacortino all’estero? Quali sono le principali differenze con l’Italia?

La vita all’estero è diventata la normalità. Vivere, lavorare e rapportarsi con persone con culture diverse è ormai la vita di tutti i giorni. A mio parere, la mentalità delle persone aperta e easy going e le innumerevoli opportunità lavorative, sono le principali differenzi con l’Italia.

Raccontaci qualche curiosità sull’Australia e sulla località in cui ti trovi!

1) Le stagioni qui iniziano il primo del mese e non c’è una vera e propria ragione scientifica. Semplicemente è più comodo per tutti. 2) Tra l’inglese e ‘’l’Australiano” c’è una bella differenza… puoi essere fluente in inglese e metterci comunque qualche mese (anno per certe zone) a capire esattamente quello che dicono gli Australiani.

Ripensando alla Franciacorta, quale luogo ti è rimasto nel cuore?

Non c’è un luogo in particolare, sicuramente le passeggiate tra i vigneti o nei boschi vicino casa sono dei bellissimi ricordi.

Quali sono i tuoi rapporti con la Franciacorta, e ogni quanto torni?

Famiglia e amici sono ancora in Franciacorta! In era pre-covid ero solita tornare 2 volte l’anno, una per lavoro (con qualche giorno di vacanza a casa) e una per vacanza. Spero di tornare presto.

Se potessi portare qualcosa dell’Australia in Franciacorta, cosa porteresti?

La capacità di valorizzare il territorio e renderlo invitante per il turismo, sempre nel rispetto dell’ambiente circostante.

E della Franciacorta in Australia?

Il Franciacorta a prezzi accessibili! Costa ancora troppo qui.. conviene lo Champagne. A parte gli scherzi, forse più consapevolezza e attenzione sulla raccolta differenziata e in generale sull’ecologia.

Parlando di attualità, come hai vissuto e come è stata gestita questa pandemia in Australia?

La pandemia qui è solo un lontano ricordo. Egoisticamente parlando sono stufa della chiusura dei confini e di non poter tornare senza dover fare una quarantena in hotel al ritorno. Va riconosciuto però che il governo, con la chiusura dei confini e con un lockdown rigido iniziale, ha praticamente eliminato l’esistenza del COVID, permettendoci di tornare ad avere una vita normale, senza restrizioni.

All’inizio ci hai detto che per andare in Australia, hanno dovuto convincerti. Oggi, se ti proponessero di tornare in Italia, partiresti senza pensarci, oppure dovrebbero convincerti?

Come dicevo, non tornerei in Italia per il momento, salvo per motivi veramente importanti. L’Europa invece la considererei senza pensarci due volte.

Concludiamo con un’ultima domanda. In questi tuoi 5 anni in Australia, hai avuto modo di incontrare e conoscere gente proveniente da Brescia o dalla Franciacorta? Sembrerà assurdo ma no, qualche italiano si, ma nessuno di Brescia o della Franciacorta

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