ALESSANDRO SIPOLO, perchè la musica è un viaggio verso un altro equilibrio

ALESSANDRO SIPOLO, perchè la musica è un viaggio verso un altro equilibrio

Alessandro Sipolo è un cantautore trentacinquenne, nato ad Iseo e cresciuto a Provaglio d’Iseo. Nel corso degli anni ha riscosso notevole successo di critica e pubblico con brani dalle sonorità ricercate e una scrittura attenta e profonda.

Abbiamo incontrato Alessandro poco prima della ripresa e successiva chiusura del tour a supporto dell’Album “Un altro equilibrio”, partito a febbraio 2019 e sospeso causa covid dopo oltre 60 date tra Italia e Francia. Ne abbiamo approfittato per conoscerlo meglio.

Ciao Alessandro! Complimenti per la grande qualità dei tuoi pezzi, sia dal punto di vista musicale che dei testi.

Qual è il pezzo a cui sei più affezionato? Perchè?

E’ molto difficile scegliere un brano tra tutti quelli che ho pubblicato; sono affezionato ad ogni brano che ho reso pubblico perchè è frutto di un lungo lavoro di selezione; scarto spesso molto materiale. Forse nell’ultimo album, “Un altro equilibrio”, il brano a cui sono più affezionato è Sisifo, racchiude in sè la tematica dell’intero album: la ricerca di un equilibrio differente, magari anche faticoso, minoritario ma autentico e personale. Mi ha dato l’opportunità di avere nel disco la fisarmonica di Fausto Beccalossi, un artista bresciano di caratura internazionale, ormai conosciuto in tutto il mondo, parte stabile della band di Al di Meola. Per me registrare un brano insieme a lui è stato davvero un grande onore.

Sei da sempre in prima linea nel sostegno all’accoglienza, sempre vicino agli ultimi. Qual è il tuo rammarico ed il tuo auspicio più grande nei confronti di questo tema così importante?
Io mi sono formato attraverso un percorso universitario di Scienze Politiche e poi attraverso un corso di perfezionamento in gestione dell’immigrazione e una esperienza in Perù di servizio civile internazionale e ho deciso di dedicare larga parte del mio tempo allo studio e alla gestione delle migrazioni. E’ un tema che mi appassiona moltissimo e che faccio convivere volentieri con l’attività musicale.
Cerco di fare il possibile per portare avanti le istanze della redistribuzione, si deve combattere una società dove poche persone hanno molto e molte persone hanno poco; anche la realtà che viviamo che sia bresciana o italiana vede enormi disequilibri. A volte sembra impossibile che non si trovino le risorse per rendere la vita dignitosa anche alle persone che stanno in strada e vivono una vita di miseria; ci si concentra molto su quanto siano colpevoli per la loro condizione e ci si interroga poco su come le risorse vengano distribuite.

Sei stato spesso elogiato e premiato per la tua scrittura, così vera e diretta; chi ha influito maggiormente nella tua formazione artistica?
Mi è capitato di ricevere qualche riconoscimento rispetto alla mia produzione artistica e alla mia scrittura. Non saprei dirti cosa abbia influito di più; forse una mia caratteristica è stata da sempre la varietà, non ho un artista di riferimento. Ho sempre cercato di moltiplicare gli ascolti e le letture facendomi guidare soltanto da tanta curiosità e credo che proprio la varietà sia delle soluzioni musicali che delle storie raccontate possa essere stata a volte apprezzata. La varietà e la curiosità sono le caratteristiche in cui mi riconosco di più.

Sei un franciacortino orgoglioso della tua terra. Cosa ti porti nel cuore?
Io sono nato ad Iseo e cresciuto a Provaglio d’Iseo; da 8 anni vivo in Carmine un luogo che sento come casa ma è naturale che miei ricordi più cari sono tutti legati alla mia infanzia in Franciacorta ed in particolare a Provaglio d’Iseo.

Quali saranno i tuoi prossimi appuntamenti?
Adesso mi sto preparando con i musicisti e le musiciste con le quali ho la fortuna di collaborare alla chiusura di questo lungo tour interrotto dalla tragedia della pandemia. Un tour che è iniziato il 1° febbraio del 2019 e che ci ha portato a fare più di 60 date tra Italia e Francia. Adesso vogliamo chiudere nel migliore dei modi. Il 9 dicembre saremo in provincia di Cremona, il 10 alla Feltrinelli di Milano, il 18 a Verdello ed il 26 dicembre ci sarà la chiusura alla Latteria Molloy, il locale a cui sono più legato, lì avremo la band al gran completo e produrremo un girato del concerto stesso. Sarà l’ultimo capitolo di questa esperienza e poi con calma penserò a progetti futuri; le idee son tante ma vedrò di seguire quello che sento come più urgente.

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