Oggi scopriamo un personaggio davvero straordinario, scienziato, astrofisico, conoscitore della natura e della montagna. Roberto Ciri vive ormai da anni a Cazzago S. Martino e dopo aver lasciato il suo lavoro di informatico si è gettato a capofitto nella divulgazione scientifica e nella scoperta della natura. Con Emozione Natura organizza in qualità di G.A.E. (Guida Ambientale Escursionistica) escursioni alla scoperta del paesaggio naturale e stellare. Famose le sue passeggiate lunari sotto il cielo della Franciacorta. Pochi però sanno che Roberto Ciri è uno degli autori più importanti di manuali sui percorsi escursionistici alpini. Dalla scorsa estate sta percorrendo a piedi centinaia di chilometri sui sentieri delle montagne lombarde per scrivere la guida delle tappe in Lombardia del Sentiero Italia CAI. E nel campo della divulgazione organizza per i più piccoli interessantissimi corsi online e corsi di archeologia, scouting, orienteering per ragazzi.

  1. BUONGIORNO ROBERTO, DA DOVE NASCE LA TUA PASSIONE PER LA NATURA E LE STELLE?

Nasce dai sogni di un bambino: sin da quando andavo alle elementari dicevo che sarei voluto diventare un astronomo, ricordo ancora quando chiesi per la prima volta a mia madre perché la Luna a volte appariva come un disco pieno luminoso, altre volte era metà, altre una falce e in altri giorni non c’era proprio nel cielo, avrò avuto cinque anni. Lei mi spiegò i primi concetti di astronomia, di fatto: della Luna che gira intorno alla Terra e la Terra intorno al Sole e quindi la vista delle fasi lunari dal nostro pianeta. Qualche anno dopo mio padre mi regalò il primo cannocchiale con cui iniziai ad osservare la Luna, la prima eclissi lunare totale e Giove e Saturno, che furono davvero un colpo al cuore! Al liceo mi regalarono un telescopio amatoriale che, per quanto di livello base, mi permise di osservare nebulose e galassie dai cieli bui dell’Umbria in cui vivevo. Intanto consumavo libri e articoli di astrofisica, tenendo anche una rubrica di astronomia sul giornale regionale “Corriere dell’Umbria” e iniziavo a cimentarmi nella fotografia astronomica con due compagni di classe. Finito il liceo non avevo nessun dubbio: avrei studiato astronomia nel corso di laurea all’Università a Padova e quindi arrivò la laurea con una tesi osservativa con il grande telescopio di Cima Ekar (Asiago). Durante lo svolgimento della mia tesi di ricerca ho scoperto il primo caso di galassia a spirale con contro rotazione di gas e stelle, ovvero una galassia in cui le stelle e il gas ruotano in direzioni opposte, particolarità che si cercava da anni e che ha permesso di completare un quadro di evoluzione dei sistemi galattici e che, con la pubblicazione a mio nome e del mio relatore sulla rivista “Nature” qualche mese prima della mia laurea, ha dato il via alla ricerca di questo particolare tipo di galassie. Da allora la mia vita ha preso altre strade, ma stelle e galassie sono rimaste presenti e lo sono ancora nella fotografia astronomica che ancora pratico con un telescopio più grande di quello che avevo da ragazzo e nelle attività, escursioni notturne e corsi per adulti, bambini e guide che svolgo in qualità di Guida Ambientale Escursionistica, avendo unito così le mie due più grandi passioni: le stelle e la montagna.

Roberto Ciri in una delle sue serate stellari
  1. NEL CORSO DELLA TUA VITA HAI VISSUTO MOLTEPLICI ESPERIENZE, HAI VOGLIA DI RACCONTARCELE ATTRAVERSO QUALCHE ANEDDOTO CURIOSO?

Restando in ambito astronomico sono innumerevoli le notti che ho passato sveglio, e ancora trascorro, con l’occhio sull’oculare del telescopio per osservare oggetti distanti migliaia o milioni di anni luce dalla Terra, disegnarli o fotografarli o insegnare a farlo a chi desidera imparare a fotografare il cielo stellato anche solo con una reflex su treppiede. Mi viene in mente l’evento astronomico più sfortunato che ho vissuto nell’agosto 1999 in occasione dell’unica eclissi totale di Sole visibile in Europa centrale: ero andato fino in Austria per fotografarla, cielo sereno tutto il mattino fino al momento della totalità, nell’istante in cui la Luna ha coperto completamente il Sole una bella nuvola è passata davanti alla visione che attendevo da quando ero bambino e si è spostata solo alla fine della totalità, e così ho perso lo spettacolo che attendevo da quindici anni. Aspetterò la prossima nel 2027… Più fortunata è stata l’estate scorsa con la bella cometa Neowise

La cometa Neowise

che sono riuscito a fotografare dalla località Bazena, sopra Bienno, luogo amato dagli astrofili avendo un cielo abbastanza buio e con minore inquinamento luminoso, il vero incubo di chi ama il cielo stellato dovuto all’illuminazione artificiale, sia pubblica che privata, che ormai ci impedisce di vedere le stelle dalle città e permette di vederne ben poche (meno di 60-70!) anche da zone di campagna come la Franciacorta. Certo ci sono molti altri problemi da affrontare, ma ci sono anche normative da rispettare che vengono disattese, con il risultato che entro meno di dieci anni i nostri figli non potranno più vedere il cielo stellato, patrimonio dell’umanità di cui noi adulti da bambini invece abbiamo potuto godere.

Una suggestiva immagine dalle piramidi di Zone

Anche questa è una perdita di Natura a cui ben pochi si interessano, al pari della perdita della biodiversità o dell’estinzione continua di specie viventi a causa delle attività umane. Come per questi altri problemi ambientali si potrebbe ben fare qualcosa, le tecnologie e le leggi ci sono, ma non c’è l’interesse politico, economico e culturale per farlo, dimenticando che quando si perde la Natura non è la Natura a perdere ma siamo noi, la nostra salute e la nostra vita. Ma di situazioni vissute ce ne sarebbero davvero tante di cui parlare: dalle esperienze (anche al limite della sopravvivenza) vissute in montagna alle notti stellate dei campi Scout di quando ero Capo Reparto, dalle esperienze lavorative nel settore informatico alle serate di presentazione dei libri che ho scritto, dalle centinaia di bambini che ho incontrato e a cui ho parlato della Natura nelle attività di educazione ambientale nei campi avventura del WWF alle persone che accompagno in escursione…

  1. HAI RACCONTATO IN TANTISSIME GUIDE CENTINAIA DI PERCORSI ALPINI, NELLE TUE NOTTI LUNARI RACCONTI LA VOLTA CELESTE. COSA TI HANNO INSEGNATO LE MONTAGNE? E LE COSTELLAZIONI CELESTI?

Le montagne sono ormai parte della mia vita: ho percorso migliaia di chilometri a piedi e salito centinaia di vette in trenta anni di escursionismo e alpinismo, anche per scrivere svariate guide escursionistiche, e sono ancora in cammino, dato che sto scrivendo la guida alle tappe lombarde del Sentiero Italia CAI percorrendo in solitudine centinaia di chilometri a piedi fra le montagne lombarde.

Roberto durante una escursione alpina

La montagna mi ha lasciato la consapevolezza di essere parte della Natura e non solo uno spettatore che ogni tanto se ne riempie gli occhi o scatta qualche bella fotografia. Una sensazione netta e limpida che ho provato tanti anni fa in Himalaya, standomene seduto su un masso a 4600 metri di quota perso nel nulla di una valle desertica del Ladakh mentre osservavo da lontano la mia tenda, minuscola fra le montagne immense tutto intorno.

Una notte in tenda

Essere lì, così lontano dal mondo abituale e dalle comodità, circondato solo da rocce, mi dava un gran senso di sicurezza, intimità, libertà e fiducia in me stesso, mi faceva sentire semplicemente a casa. Questo mi ha insegnato la montagna: sentiermi a casa negli ambienti naturali e la fiducia in me stesso, perché scalando montagne puoi contare solo su te stesso, o hai la forza e la sicurezza per farlo o non ce l’hai, la montagna ti spoglia di tutto quello che non serve e ti lascia solo quello che ti serve per vivere: la fiducia in te stesso e nelle tue possibilità. Le stelle mi hanno lasciato un’altra consapevolezza: che come esseri umani abbiamo la presunzione di essere onnipotenti e di poter cambiare un intero pianeta a nostro piacimento e per i nostri interessi, ma siamo solo briciole di atomi la cui esistenza è solo un soffio nell’esistenza dell’Universo, una delle tante specie di esseri viventi e probabilmente neanche la più intelligente visto come stiamo trattando il nostro pianeta che ci permette di vivere, quel “pallido puntino blu” di cui parlava il grande astronomo Carl Sagan su cui andiamo tutti alla deriva nel cosmo e che è la nostra casa e tutto ciò che abbiamo…

Una notte stellata
  1. SE POTESSI PARLARE CON LA LUNA COSA LE RACCONTERESTI?

Invero ci parlai molti anni fa, durante il travagliato periodo dell’adolescenza, a seguito di un raro momento di condivisione e confronto con mio padre che si concluse con un abbraccio che non dimenticherò mai, dopo di che camminando di notte all’aperto vedendo la Luna le dissi “E tu cosa hai da guardare? Hai visto? Alla fine ce l’abbiamo fatta ad abbracciarci, magari cambierà qualcosa…”. Si sa come è, ognuno ha qualche ferita che il rapporto con i genitori gli ha lasciato dentro, forse è giusto così, anche un po’ di dolore serve a crescere e a diventare adulti responsabili delle proprie scelte e azioni. A distanza di tanti anni continuo a guardare la Luna, a fotografarla, a parlarci, a raccontarla nelle mie “escursioni lunari” in cui accompagno adulti e bambini in camminate al chiaro di Luna durante le quali parlo sia di aspetti scientifici che di miti e leggende legate alla Luna.

Il viaggio notturno della luna
  1. TU NON TI OCCUPI DI OROSCOPO.. MA COSA VEDI NEL TUO FUTURO?

Certo che no! Io mi occupo di Natura e scienza, gli oroscopi li lascio volentieri ai cialtroni, visto il valore previsionale che hanno che è pari a quello di lanciare dei bastoncini a terra e predire come andranno le cose in base a come cadono, il signor Paolo Fox insegna con le sue ottime previsioni per il 2020… Comunque nel mio futuro vedo ancora sentieri da percorrere, vette da salire, persone da accompagnare nella Natura a cui comunicare la necessità di salvaguardarla, notti stellate a osservare e fotografare con il telescopio e soprattutto vedo un figlio che cresce, che si sta avventurando in quel periodo difficile e irripetibile che è l’adolescenza, sperando che non sentirà la necessità di parlare alla Luna di un abbraccio mancato, perché quello da me lo riceve e lo riceverà sempre…

Roberto nel suo habitat ideale, immerso nella natura

Per chi volesse conoscere Roberto e partecipare alle escursioni può trovarlo qui:
www.emozionenatura.it
www.facebook.com/EmozioNenaturaGAERobertoCiri
info@emozionenatura.it

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