STORIE DAL MONDO – Monica: da Erbusco a Stoccolma solamente per amore

STORIE DAL MONDO – Monica: da Erbusco a Stoccolma solamente per amore

“Mogli e buoi dei paesi tuoi”, così recita il proverbio. E Monica deve aver pensato che potesse valere anche lontano dalle sue origini, e così per amore di Vanni ha lasciato Erbusco nel 2013 per trasferirsi a Stoccolma. Dicevamo quasi, perché come ci ha raccontato la stessa Monica, anche suo marito è di origini italiane ed i suoceri, entrambi originari di Palazzolo sull’Oglio, si sono conosciuti proprio in Svezia.

Sappiamo che hai lasciato Erbusco per la Svezia. In che anno sei partita e cosa ti ha spinta a prendere questa decisione?

Sono partita per la Svezia nel lontano 2013. E tutto ciò che mi ha spinta a partire non riguarda né motivi di studio, né tantomeno di lavoro. Ho scelto di “lasciare” Erbusco semplicemente per amore di mio marito. Conosciuto nel 2009, lui è nato e cresciuto qui in Svezia; ma la curiosità è che i suoi genitori sono italiani, entrambi sono di Palazzolo sull’Oglio, si sono conosciuti proprio qui. Tornando alla mia storia, in quattro anni abbiamo sempre fatto un po’ io in Svezia, ed un po’ lui in Italia, fino a quando ho deciso di trasferirmi definitivamente a Stoccolma.

In questi 8 anni, sicuramente avrai provato tante emozioni! Qual è stato il tuo ricordo più significativo da quando sei in Svezia?

In questi anni ho provato tante emozioni. Prima di tutto per il clima e la natura; inverni che non finiscono mai con pochissime ore di luce, laghi ghiacciati e picnic anche a -15/-20 gradi. Poi estati bellissime con giornate che non finiscono mai, visto che, non viene mai buio. E le tante passeggiate nei boschi, le gite ai tantissimi laghi, ed ancora le isolette e i paesini sperduti nel nulla!!

Sei riuscita ad ambientarti velocemente in una nuova città?

Mai nella vita avrei pensato di trasferirmi in un paese come la Svezia, soprattutto in un’età non proprio giovanissima (avevo 33 anni). E soprattutto, mai avrei pensato di farlo senza sapere una parola di svedese e senza conoscere nessuno oltre mio marito. Ma dopo 8 anni, eccomi ancora qua anche se l’inizio, come in tutte le cose, non è stato facile… E poi, se devo dirla tutta, gli svedesi non sono tra le persone più sociali. 😬

Diciamo che mi manca il caos dell’Italia… Qui, per i miei gusti, tutto è tutto troppo tranquillo. Ma devo anche ammettere che da quando vivo qui, posso finalmente dire di aver imparato il significato della parola relax. 😆😆


A distanza di quasi 8 anni, come va oggi con la lingua?

Con la lingua va abbastanza bene… Anche se ho ancora molto da imparare, diciamo che me la cavo.

Hai lasciato Erbusco che lavoravi in un bar, ed oggi ti ritrovi all’interno di un asilo. Di cosa ti occupi esattamente oggi?

Ho fatto la barista per tanti anni, ma una volta arrivata qui, considerando che non conoscevo la lingua, non potevo lavorare dietro al bancone di un bar. Quindi mi sono data da fare ed ho imparato a lavorare in cucina come aiuto cuoco; inizialmente solo qualche giorno a settimana, poi sono stata assunta a tempo pieno ed indeterminato. Me la cavavo piuttosto bene. 😉

Successivamente, quando ho iniziato a parlare un po’ lo svedese, il mio ex capo mi ha fatto lavorare anche in sala come cameriera; ammetto che ci sono state alcune volte che non capivo nulla, ma facevo finta di niente e “tiravo proprio ad indovinare” cosa mi avessero detto. Fortunatamente il più delle volte mi è andata bene. 😅

Quali progetti avevi quando sei partita, e quali sono i tuoi progetti futuri?

Sono partita senza avere grandi progetti o ambizioni ma solamente con la voglia di provare una nuova esperienza di vita e con l’intenzione di mettere su famiglia!!! Ho iniziato fin da subito a lavorare in un ristorante italiano come aiuto cuoco e cameriera. Oggi, invece, lavoro in un bellissimo asilo e sono molto contenta di quello che faccio. Ma nel mio cuore c’è sempre Erbusco e la Franciacorta e tra progetti futuri ci sarebbe quello di tornare!!! ☺️☺️

Hai lasciato Erbusco che lavoravi in un bar, ed oggi ti ritroviamo all’interno di un asilo. Di cosa ti occupi esattamente oggi?

Nell’asilo in cui lavoro, gestisco da sola una piccola cucina. Devo ammettere che qui sono tutti molto gentili con me, ma soprattutto che i bambini mi vogliono bene!! E poi c’è la direttrice della struttura che mi ricorda le mie origini; quando sono con lei, vuole che parli l’Italiano. Dice che è la lingua più bella del mondo… e come darle torto, dopotutto è sempre il mio capo (e il capo ha sempre ragione!) 😆😆

Come è la vita di un franciacortino all’estero? Quali sono le principali differenze con l’Italia?

Come ti avevo accennato gli svedesi non sono molto sociali. Diventano un po’ più allegri quando arriva il venerdì… molti vanno al systembolaget (negozio di alcolici) e fanno la scorta di vino e birra per il weekend. Devono recuperare quello che non hanno bevuto in settimana. 🤣🤣

Raccontaci qualche curiosità su Stoccolma e sulla Svezia!

Una cosa che mi ha colpito della Svezia, è la semplicità con la quale si può mettere su famiglia. Congedi di maternità e paternità lunghi, ma soprattutto, mettendo al mondo dei figli, non diventi un peso per il datore di lavoro. Visite mediche e dentistiche gratuite fino ai 18 anni, asili e scuole gratuiti, compresi libri e materiale.

Ripensando alla Franciacorta, quale luogo ti è rimasto nel cuore o cosa ti manca di più?

Del mio paese oltre alla famiglia ed agli amici la cosa che mi manca di più è il buon cibo, cosa che qui, a mio parere, conoscono in pochi!!! Piccola parentesi… quando faccio la pasta al ragù mio figlio mi chiede il ketchup e per me ogni volta è un colpo al cuore. 🤣🤣

Tra le cose che mi mancano, un giretto al mercato, magari sul lago d’Iseo, un aperitivo in compagnia ed il trovarsi con le amiche.

Cosa porteresti in Svezia della Franciacorta?

Dirò una banalità ma della Franciacorta mi manca proprio il buon cibo, una buona colazione al bar, anche una semplice rosetta con il salame nostrano, e la pizzaaaaaa (mi raccomando, non togliete tutte quelle “a” che sottolineano proprio quanto mi manchi). Si, penso che se potessi portare qualcosa della Franciacorta qui in Svezia, porterei proprio quello che ti ho appena detto.

Un pic nic a -20 gradi

E se potessi portare qualcosa della Svezia in Franciacorta, cosa porteresti?

Dalla Svezia porterei il modo di lavorare. Meno stress, ma anche il valore che viene dato alle persone dove anche il semplice operaio viene trattato alla pari degli altri. Le agevolazioni per le famiglie ed i bambini, la maternità e la paternità. E qui i papà sono molto più attivi qui con i figli; hanno diritto a 90 giorni di paternità e sono dei casalinghi. I bambini stanno molto all’aria aperta, anche d’inverno con il freddo e la pioggia e i più piccolini fanno il pisolino nei passeggini all’aperto!!

Come mantieni i rapporti con la Franciacorta, e ogni quanto torni?

Io torno spesso ad Erbusco soprattutto da quando c’è mio figlio, a parte nell’ultimo anno a causa del Covid. Ho bisogno di stare in contatto con la mia famiglia e le mie amicizie.

Cosa consigli a chi vuol venire in Svezia?

Il consiglio che posso dare a chi ha intenzione di venire in Svezia è che deve piacere l’inverno lungo e senza sole … ed una vita tranquilla. E’ un paese che sconsiglio a chi vuole divertirsi e stare a contatto con le persone.

E per concludere, una domanda di attualità: il covid! Come è stata gestita la situazione in Svezia?

Da quando c’è il Covid qui non ci sono stati grossi cambiamenti. Le scuole non hanno mai chiuso e la gente non è obbligata a rimanere a casa o ad indossare le mascherine. Lo stato consiglia di prendere le precauzioni, ma poi sta alla libera scelta del cittadino. I mezzi pubblici non sono molto affollati, ma c’è un bel po’ di gente che non porta le mascherine, nemmeno nei supermercati o nei centri commerciali. Bar e ristoranti hanno solamente ridotto il numero di coperti, la sera chiudono prima. Mentre cinema e teatri sono chiusi anche qui. Diciamo che nonostante tutto si fa una vita quasi normale.

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