STORIE DAL MONDO – Alessandro, dalla crisi edile alla nuova vita in Scozia

STORIE DAL MONDO – Alessandro, dalla crisi edile alla nuova vita in Scozia

Quando dieci anni fa la crisi ha colpito il settore edile Alessandro, che da sempre lavorava nell’azienda di famiglia, decide di mollare tutto e cambiare vita nonostante il suo inglese “non fosse buono, ma anzi…”.

E la Scozia lo accoglie a braccia aperte in uno Shooting Club gestito da un sanmarinese dove inizia come manutentore della struttura per poi diventarne guardiacaccia.

Oggi è all’estero (ci ha risposto dalla Romania) per lavoro, ma non vede l’ora di tornare in Scozia e riprendere a fare anche il vigile del fuoco. 

Sappiamo che hai lasciato Provaglio per la Scozia, dove vivi a Kirriemuir. Cosa ti ha spinto a prendere questa decisione?

Sono partito per la Scozia circa 10 anni fa, quando la crisi economica ha iniziato a colpire il settore edile. Il tutto è cominciato una notte quando, curiosando tra le offerte di lavoro, ho trovato questo annuncio nel quale si cercava un gamekeeper (guardiacaccia) in uno Shooting Club in Scozia, gestito da un signore di San Marino. «Tentar non nuoce», mi sono detto; e così ho risposto all’annuncio.

Pochi giorni dopo, mi sono ritrovato sul confine della regione dell’Angus e le Highlands scozzesi.

Oltre alla famiglia ed agli amici, cosa ti è dispiaciuto lasciare quando hai preso la decisione di partire?

Oltre alla famiglia, all’epoca mio figlio aveva 1 anno e mezzo, mi è dispiaciuto lasciare l’azienda di famiglia nella quale lavoravo da sempre. Ma oltre a questo, quando sono partito, la mia preoccupazione maggiore riguardava la lingua: all’epoca il mio inglese non era molto buono, anzi…

In quasi dieci anni lontano dalle tue origini, sicuramente il tuo bagaglio di ricordi ed emozioni si sarà arricchito. Qual è stato il tuo ricordo più significativo?

Dieci anni, in cui ho collezionato veramente tanti ricordi. Mi sono sposato con una ragazza scozzese, ho avuto altre 2 figlie e tra l’altro una la prima è nata sul sedile anteriore della mia macchina. Un’emozione fortissima; il tempo era davvero molto brutto, l’ospedale lontano, e la bambina aveva fretta di nascere. Questo, sicuramente, sarà un ricordo che non dimenticherò facilmente.


Dalla Franciacorta, sei partito come geometra, di cosa ti occupi in Scozia?

Per i primi 2 anni e mezzo, ho fatto il gamekeeper poi, grazie all’inglese imparato sul campo, ho potuto tornare ad esercitare nel mio settore, emigrando prima in Usa, Canada e Australia, per poi tornare in Scozia 4 anni. Al mio ritorno ho guidato un camion con la gru e facevo il vigile del fuoco part time. Un Anno e mezzo fa ho avuto una bellissima offerta di lavoro Antigua e Barbuda ancora come geometra ma, purtroppo, causa Covid ho dovuto momentaneamente abbandonare. Ad oggi mi trovo in Romania. 


Com’è stato cambiare contemporaneamente stato e tipologia di lavoro?

E` stato abbastanza facile perché una delle ragioni del mio espatrio fu proprio quella, e la voglia di cambiare era tanta come la voglia di nuove esperienze. Ti dirò che appena sono arrivato in Scozia, non ho cominciato subito a svolgere il lavoro per il quale ero stato assunto, ma ho fatto manutenzione alla tenuta che era grandissima, ed immersa nella natura selvaggia sul confine delle Highlands; questo mi ha aiutato molto nel controllare l’ansia che avevo addosso e a ridurre quasi a zero lo stress accumulato gli anni precedenti.


Dalla Scozia, girando il mondo, alla Romania. Sempre nel settore edile oppure ti sei occupato anche di altro?

Ad eccezione dei primi due anni, sono sempre stato nel settore edile anche se con mansioni differente. Ed oltre a questo, ho fatto anche il vigile del fuoco part time per circa un anno; un’attività che spero di riuscire a riprendere al mio ritorno in Scozia.

La Scozia e il lavoro. Com’è la situazione lavorativa in Scozia, e come viene accolto uno “straniero” in cerca di lavoro?

Qui in Scozia, la situazione lavorativa è veramente ottima; trovare un lavoro quasi non è un problema. Io ho sempre trovato un’occupazione nell’arco di qualche settimana. Ma soprattutto, qui in Scozia, si cerca di mettere in primo piano il benessere lavorativo del dipendente in tutti i campi. Come straniero non ho avuto nessun problema né in Scozia, né negli altri stati; questo perché la mia filosofia, quella che ho sempre applicato, è stata che “io ero lo straniero e io dovevo integrarmi con la popolazione e i loro usi”. All’inizio tutto questo non è stato sempre facile, ma non ho mai avuto nessun problema di alcun genere.

Quali progetti avevi quando sei partito, e quali sono i tuoi progetti futuri?

L’unico progetto che avevo quando sono partito era quello di resistere il più possibile, cercando di non tornare a casa a mani vuote; è stata quasi come una sfida con me stesso. Mi sono messo in gioco per vedere dove sarei arrivato, ma soprattutto per capire se fossi in grado di vincerla. Ad oggi, il mio progetto futuro è quello di tornare in Scozia al più presto, comprare un cottage, e tornare a fare il vigile del fuoco.


Come è la vita di un franciacortino all’estero? Quali sono le principali differenze con l’Italia?

Le grandi differenze sono le barriere linguistiche (il dialetto bresciano non lo si parla in molti posti del mondo), il cibo italiano, le bollicine della Franciacorta, e il life style in generale.

Raccontaci qualche curiosità su Kirriemuir e la Scozia!

Kirriemuir è un piccolo paese fatto di arenaria rossa, il cui centro è veramente caratteristico con piccoli pub tutti veramente molto accoglienti. E tutto intorno una natura spettacolare fatta di montagne, foreste, laghi e pecore tante pecore. Questo è il paese che ha dato i natali a Bon Scott il primo cantante degli AC/DC, dove tutti gli anni si tiene un festival chiamato Bonfest, con tantissime cover band. Sempre qui è nato anche lo scrittore James Matthew Barrie, autore di Peter Pan.

Esistono ancora anche tantissime leggende di fantasmi, castelli e standing stone; argomenti su cui sono abbastanza informato, perché a tempo perso portavo turisti a visitare la zona!


Ripensando alla Franciacorta, quale luogo ti è rimasto nel cuore?

Della Franciacorta mi mancano tutti quei panorami familiari; dalle montagne alle colline, fino ad arrivare al magnifico lago d’Iseo. E poi mi manca il meteo; in Scozia piove quasi tutti i giorni…


E se potessi portare qualcosa della Scozia in Franciacorta, cosa porteresti?

Sono troppo geloso di quello che abbiamo qui, pertanto se potessi portare qualcosa dalla Scozia, non porterei niente. E se invece fossi obbligato a scegliere qualcosa da portare, allora porterei il sistema amministrativo e la burocrazia. 


E dalla Franciacorta in Scozia?

Sicuramente in Scozia, dalla Franciacorta, porterei una bella fornitura di bollicine.

Ad un anno dall’inizio della pandemia, come è stata gestita la situazione in Scozia? Quali differenze con la gestione italiana?

In generale qui la situazione è stata gestita come in Italia; lockdown e quasi tutti i lavori e scuole chiusi. L’unica cosa di meglio, è che nel Regno Unito la vaccinazione è molto avanti, qui si stanno già vaccinando gli over 50.

E per tutti quelli che adesso vogliono mettere piede in Scozia, c’è l’obbligo di una quarantena obbligatoria della durata di 15 giorni, a proprie spese, in strutture scelte dal governo al prezzo di 1750 £.

Sempre parlando di Covid, alla fine dello scorso anno sono stati bloccati i voli da e per l’Italia. Come hai reagito a questo blocco?

Come ho reagito? Ero appena salito sull’auto di mia moglie tornando da Antigua, mentre Boris stava  annunciando il lockdown e la conseguente chiusura dei voli per l’estero. A quel punto ero bloccato a casa, in Scozia, ma fortunatamente grazie alla tecnologia ed ai social riuscivo a parlare con mio figlio che vive con sua mamma e con la mia famiglia.


L’Italia e la Scozia, non sono così distanti. Prima che succedesse tutto questo, ogni quanto tornavi in Italia?

Prima del Covid e del conseguente lockdown, generalmente tornavo ogni 3 mesi; ma molto dipendeva dalle occasioni e dal prezzi dei biglietto.


In questi dieci anni, ti è mai capitato di voler mollare tutto e tornare in Italia? Come hai superato questi momenti?

Ancora oggi mi capita molto spesso di pensare “cosa ci faccio ancora qua”, soprattutto durante l’inverno quando il meteo è quasi sempre brutto e le ore di luce pochissime; poi, però, penso a quanto sono affezionato a questa terra. Penso a come mi ha accolto e, soprattutto, a quello che mi dato e, come per magia, la nostalgia sparisce.

Concludiamo con un consiglio. Vista la tua esperienza, cosa puoi suggerire a chi guarda alla Scozia come meta per iniziare una nuova esperienza sia di vita che lavorativa?

Il consiglio che posso dare è di non avere paura, la Scozia è un paese accogliente con tantissime possibilità lavorative in tutti i settori. E sempre parlando di lavoro, qui un lavoratore in gamba, ha moltissime possibilità di dare carriera. Ovviamente consiglio la Scozia anche a tutte quelle persone che vogliono spostarsi con tutta la famiglia.

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