Raggiungiamo Lodovico alla fine di una delle solite giornate frenetiche che scandiscono la sua vita da dieci anni a questa parte. Lui che vive e ha vissuto molte vite, da giovane barman, a serio assicuratore (lavoro che pratica tuttora) fino a quell’accelerazione, a quell’intuizione che è stata l’apertura di Al Malò.

Con lui, Mauro Zacchetti, chef con importanti esperienze professionali alle spalle e Alberto Bergomi, imprenditore edile e nel campo della ristorazione. Assieme i tre creano un cocktail che è il vero segreto del successo di una proposta innovativa, che unisce la miscelazione alla cucina, con un approccio internazionale e molto glamour.

Da quanto tempo ti occupi di bartending?

Mi sono affacciato a questo mondo a 20 anni, un po’ per caso, all’inizio provavo curiosità che è via via diventata una grande passione. Da subito ho compreso che mi avrebbe dato tante emozioni. Poi, nella vita, è stata, a volte un vero e proprio lavoro, altre un hobby e dopo un percorso di 16 anni mi ha portato alla svolta della mia vita, l’apertura di “Al Malò”.

Da dove è nata l’idea di “Al Malò”?

Tutto nasce da una proposta di Alberto (Alberto Bergomi, ndr) per il quale lavoravo in un locale come bartender. Lui apprezzava il mio lavoro e mi propose di costruire assieme qualcosa di importante. Io ho coinvolto immediatamente Mauro (Mauro Zacchetti, ndr) di ritorno da Hong Kong. Dalla nostra unione è poi nato il nome del locale, perchè Al, Ma e Lo sono le iniziali dei nostri nomi.

In cucina emerge l’estro di Mauro Zacchetti, quando nasce la vostra amicizia?

Conosco Mauro da quando eravamo poco più che adolescenti, io ventunenne e lui diciannovenne. Ci siamo conosciuti grazie ad amici comuni, lui era di ritorno da New York. Siamo sempre restati in contatto nonostante lui abbia girato tutto il mondo con il suo lavoro. Ci siamo sempre rispettati come professionisti e l’occasione di “Al Malò” ci ha dato modo di unire le nostre competenze.

Qual è il tuo cocktail preferito?

I miei cocktail preferiti sono due: il primo è il Daiquiri ovvero rum, zucchero e limone, con le mille varianti in base al rum, allo zucchero. Buono, semplice, dissetante e fresco; il secondo è quello che inventerò domani, perchè non si è mai fermi, anche se ritengo che la semplicità vince sempre sulla troppa ricercatezza.

Com’è ripartito il vostro locale dopo lo stop imposto dal COVID?

Paradossalmente i 4 stop imposti dalla pandemia ci hanno permesso di rientrare con una clientela maggiore e maggiore entusiasmo. Noi durante le chiusure non ci siamo mai fermati, abbiamo mantenuto il servizio delivery, con piatti tradizionali, non abbandonando mai nè la nostra clientela nè i nostri dipendenti. Ciò ci ha permesso di farci conoscere ed essere visibili in un momento così difficile.

Il bar con la riapertura è stato quello ad avere partenza migliore; inizialmente aveva faticato un poco più del ristorante ma oggi è diventato un punto di riferimento per chi ricerca un certo tipo di miscelazione.

Come concili il tuo lavoro di assicuratore con quello di gestore di un ristorante così prestigioso?

Con molta programmazione e sincerità verso i miei clienti. La mia attività è per me un fiore all’occhiello e molti clienti sono anche avventori del ristorante. Sono sempre reperibile e disponibile anche se devo dire l’inconveniente è dormire veramente poco.

Quale è stata la tua più grande soddisfazione?

C’è stata tanta paura e notti insonni nel periodo del Covid, ma anche tanta soddisfazione per ciò che siamo riusciti a creare partendo da zero.

La mia soddisfazione più grande è stata pagare gli stipendi ai ragazzi, mai avrei pensato nella vita di poter dare da mangiare a dieci persone. Altra soddisfazione sono i complimenti della clientela ancora di più delle recensioni delle guide, perchè capiscono cosa c’è dietro e i sacrifici che fai.

Ma voglio sperare che la soddisfazione più bella è quella che riceverai domani.

Quali sono i progetti futuri?

Ho tanti sogni, tanti progetti, ma oggi credo che il progetto più importante sia poter lavorare con continuità, poter crescere e farci conoscere sempre di più. Siamo aperti da oltre due anni ma le interruzioni hanno rallentato la nostra evoluzione, ora è fondamentale consolidarci.

Vi invito Giovedì 16 Settembre ad un bellissimo evento dedicato al Festival del Franciacorta in piazza Cavour che ci vedrà protagonisti: “Celebrando il Festival“, alle ore 19.

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