LUCA SAVARDI – PER UNO SPORT SENZA BARRIERE

LUCA SAVARDI – PER UNO SPORT SENZA BARRIERE

Ciao Luca, da quanti anni ti occupi di Icaro? Cosa ti ha portato fino a qui?

Icaro è nata nel 2002, ben 19 anni fa. Io mi occupo di sport paralimpico da almeno 30 anni; infatti ho fatto parte del consiglio direttivo della prima società sportiva dedicata agli atleti con disabilità, nei primi anni 80.

Cosa rappresenta per te Icaro? E per tuoi ragazzi?

L’esperienza di Icaro mi dà grande motivazioni e soddisfazione, vedere un gruppo così affiatato e così tanti atleti che partecipano alle nostre proposte sportive mi riempie il cuore.

Lo sport è fondamentale sul piano della socializzazione, dell’aggregazione, sviluppa l’autonomia. Noi collaboriamo con diversi centri fisioterapici a Brescia dove i ragazzi che subiscono un trauma ci contattano e con i nostri educatori li avviamo alla pratica sportiva dando loro modo di sviluppare un’attività e soprattutto possano rendersi autonomi. Solitamente chi pratica sport in maniera continuativa con noi ha meno necessità di costanti sedute fisioterapiche. Sono atleti a tutti gli effetti e ricorrono alla fisioterapia per acciacchi dovuti all’attività sportiva e non per il mantenimento delle funzionalità motorie, ben allenate dallo sport che praticano.

Sei un esempio per molti, come hai vissuto e vivi la tua disabilità?

Io ho avuto un incidente in moto a 16 anni, ero già uno sportivo e quindi per me è stato naturale proseguire con l’attività sportiva adattata alla nuova situazione. Ho vissuto sicuramente una prima fase molto traumatica, avevo difficoltà negli spostamenti e soprattutto non c’era il rispetto riguardo all’abbattimento delle barriere architettoniche che c’è adesso.

Oggi noi portiamo un esempio positivo, chi si avvicina a noi oggi può vedere un percorso che è stato tracciato e decidere di seguirlo. Dal fare si possono trarre gli esempi migliori e riescono da subito a comprendere quanto lo sport porti una autonomia maggiore.

Per molti lo sport è uno strumento di riscatto sociale.. Cosa rappresenta per te lo sport?

Oggi lo sport non è la sola via di riscatto e di ripartenza dopo un trauma invalidante. I ragazzi hanno tante attività e impegni nonchè passioni da assolvere, dalla scuola alle attività pomeridiane quindi spesso è difficile portare atleti in palestra. L’attività sportiva agonistica che facciamo con Icaro richiede tempo e impegno e purtroppo, si fatica a trovare giovani da portare in palestra. Le dinamiche per un ragazzo con disabilità sono particolari ed il compito del nostro movimento è proprio quello di incentivare il più possibile la pratica sportiva.

Per me lo sport rappresenta una pratica utile perchè migliora la socializzazione e l’aggregazione nonchè l’autostima, ti dà degli obiettivi e una programmazione da seguire; inoltre è una medicina naturale che permette a ragazzi che hanno subito incidenti invalidanti di allenarsi e stare meglio anche sul piano fisico.

Cosa stai progettando? Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Ci sono una grande quantità di nuovi progetti in atto; oltre al basket ed al tennistavolo siamo partiti anche con l’atletica leggera presso il nuovissimo campo di Sanpolino. Siamo felici di permette a ragazzi con disabilità di intraprendere questo bellissimo sport! Dopo il primo anno di attività abbiamo raggiunto la seconda piazza in Italia con la squadra femminile nella classifica a squadre nazionale.

La pallacanestro è lo sport più impegnato sul piano economico; ora il prossimo obiettivo è l’acquisto di un furgone con pedana per il trasporto dei soggetti che ne hanno bisogno.

Stiamo incrementando la collaborazione con i centri fisioterapici per portare più ragazzi alla pratica sportiva e nel periodo precovid ci piaceva anche lavorare sul piano educativo, con collaborazioni con le scuole per uno sport integrato dove si sfidavano atleti normodotati ed atleti con disabilità, il miglior mezzo per far comprendere cosa significa affrontare e convivere con una disabilità.

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